“Abbiamo costruito un mondo digitale senza preparare la giustizia”. L’intervento dell’Avv. Andrea Lisi in Senato

Nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato, durante la presentazione del disegno di legge sulle sezioni specializzate in materia digitale, Andrea Lisi, avvocato con oltre venticinque anni di esperienza nel diritto dell’informatica, Presidente ANORC Professioni e Fondatore di Studio Legale Lisi, ha sintetizzato con efficacia perché l’Italia abbia bisogno urgente di questa riforma.

Ma perché ci abbiamo messo così tanto tempo ad immaginare l’utilità di formare correttamente magistrati su materie che oramai sono pervasive?” ha esordito Lisi, ringraziando il Senatore Nicola Irto, promotore dell’iniziativa, e l’amico Avv.Antonino Polimeni. Una domanda retorica potente, che fotografa il ritardo del sistema giudiziario rispetto a una realtà in cui il digitale non è più un settore di nicchia, ma l’infrastruttura ordinaria dell’economia e della vita sociale.

Lisi ha tracciato un quadro nitido delle sfide. I giuristi – avvocati, magistrati, notai – ignorano in larga parte il “mare magnum” di normative europee: GDPR, DSA, DMA, eIDAS, Data Act, fino all’AI Act. “C’è tantissimo che ha a che fare con la tecnologia. C’è tantissimo che però noi giuristi ignoriamo del tutto.” Ha portato esempi concreti, come il recente fraintendimento mediatico di un’ordinanza della Cassazione sulle clausole vessatorie via “Point & Click”, che in realtà riguardava le firme elettroniche. Un errore che rivela ignoranza persino sulle distinzioni basilari tra firma semplice, qualificata, grafometrica o biometrica.

Il rischio è concreto e quotidiano: cittadini e imprese temono il giudizio proprio perché i giudici rischiano di delegare tutto a CTU improvvisati (“ingegneri ambientali che si improvvisano informatici”). Nel frattempo, lo “strapotere” delle grandi piattaforme extraeuropee crea squilibri contrattuali drammatici: “Basta un capriccio di una delle grandi piattaforme per cancellarsi, cioè semplicemente eliminare quell’account Google o Facebook dove noi magari abbiamo amici, rapporti professionali, fotografie, tutta un’intimità consegnata nelle mani altrui.” Il sinallagma contrattuale tradizionale è saltato.

Lisi ha lodato la proposta di legge per l’istituzione di sezioni specializzate (sul modello dei tribunali delle imprese), ma ha invitato a non fermarsi lì. Serve formazione interdisciplinare e permanente, curata dalla Scuola Superiore della Magistratura, che vada oltre il tecnicismo: sociologica, economica, culturale, filosofica. “Tutti i magistrati dovrebbero avere cognizione di diritto applicato all’informatica, come tutti gli avvocati. Dovrebbe essere un dovere deontologico.”

Ha anche segnalato margini di miglioramento sul perimetro di competenza (“rapporto giuridico a prestazione digitale prevalente”), per evitare contenziosi preliminari sulle attribuzioni, e ha auspicato che la battaglia non si fermi alla fine della legislatura: “Questa battaglia secondo me continueremo a combatterla.”

In chiusura, Lisi ha ricordato che il digitale impone anche una nuova alfabetizzazione dei cittadini: senza consapevolezza dei diritti, il divario si approfondisce. Un video registrato in Senato conservato a norma, ad esempio, può costituire forma scritta digitale – concetto che un giurista “vecchio stampo” faticherebbe ad accettare, ma che il diritto deve ormai abbracciare.
Necessità e circostanze che ritorneranno al centro del dibattito in occasione del DIGEAT Festival, manifestazione sui principali temi del digitale fortemente voluta da Lisi, anche direttore scientifico dell’evento, in programma dal 5 all’8 novembre a Lecce. 

L’intervento, dunque, non è solo un endorsement alla proposta di legge: è un appello urgente a modernizzare la giustizia per renderla all’altezza della sfida tecnologica, tutelando imprese, cittadini e la stessa democrazia davanti agli “strapoteri” globali. Un contributo che, per chiarezza, esempi calzanti e visione di lungo periodo, merita di essere preso sul serio nel dibattito parlamentare e oltre.

Puoi rivedere l’intervento dell’Avv. Andrea Lisi a partire dal minuto 01.01.31 da qui: