Lo scorso 17 settembre si è tenuto a Roma il primo incontro della Coalizione nazionale per le competenze digitali, una realtà che si inserisce nel più ampio contesto europeo della Grand Coalition for Digital Jobs e che opera a livello nazionale attraverso il coordinamento dell’Agenzia per l’Italia Digitale, referente italiano del progetto europeo.
“Istituzioni pubbliche nazionali e locali, comunità professionali, organizzazioni no profit, associazioni datoriali e sindacali e altri soggetti privati”, sono stati chiamati in causa circa un anno fa per la definizione di linee di intervento – complementari a quanto stabilito dal governo nella “Stategia per la crescita digitale 2014-2020″ – capaci di incentivare la modernizzazione del Paese, stimolare lo studio di percorsi formativi funzionali alla crescita intellettuale e occupazionale del settore ICT, al fine di favorire l’alfabetizzazione digitale e di colmare il divario tra domanda e offerta lavorativa di e-skills, attraverso la promozione di progetti destinati a cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese.
ANORC ha aderito fin da subito alla Coalizione e ha partecipato attivamente ai lavori, rispondendo alla Call for Proposal dell’AgID dello scorso maggio con il progetto “I professionisti della digitalizzazione documentale”, consistente in una proposta di normativa tecnica che definisce compiti e attività , così come previsto dal Framework europeo sull’e-CF, dei professionisti ICT che ricoprono ruoli davvero strategici, al fine di individuarne le necessarie conoscenze, abilità e competenze.
Cinque sono i profili di responsabilità tecnica verticalizzati descritti nel documento: il Responsabile open data, il Responsabile della trasparenza e della pubblicità legale online, il Responsabile della formazione e gestione elettronica dei documenti, il Responsabile della conservazione digitale, il Responsabile del trattamento dei dati personali nei sistemi di gestione documentale. A questi soggetti si aggiunge il Manager della governance digitale o Chief Digital Officer (CDO), il quale è preposto al coordinamento strategico e alla supervisione dell’intero processo.
I profili declinati nel documento sono già contemplati dalla normativa italiana primaria e tecnica e rivestono un ruolo chiave nei processi di formazione, gestione e conservazione di risorse informative e documentarie digitali.
Data la necessaria definizioni di nuove competenze specifiche, in considerazione delle peculiarità del contesto tecnologico nel quale ci si muove e dell’elevato grado di responsabilità che implica la guida di processi tecnologici complessi, i requisiti richiesti sono caratterizzati da una forte componente multidisciplinare e manageriale.
L’obiettivo del documento è quello di supportare il corretto riconoscimento delle competenze dei Professionisti della digitalizzazione documentale tra le figure professionali non regolamentate operanti nel settore ICT.
In linea con quanto individuato dai Profili ICT europei, i professionisti si inseriscono nel quadro delle competenze specificate dal documento di riferimento ufficiale CEN “European e-Competence Framework version 2.0″, dal documento “European ICT Professional Profiles (CWA 16458:2012)” e dalla recente versione del Framework 3.0.; tali competenze sono applicate secondo quanto stabilito dalla norma tecnica UNI 11506, che definisce i requisiti relativi all’attività professionale delle figure che operano in ambito ICT, indipendentemente dalle modalità lavorative e dalla tipologia del rapporto di lavoro.
La proposta di norma è attualmente in fase di valutazione da parte della Commissione Centrale Tecnica dell’Ente italiano di normazione (UNI).
A conferma dell’attenzione che la comunità scientifica pone a tali tematiche e dell’urgenza di approfondimento e di risposte affinchè sia possibile proporre anche un’adeguata offerta formativa, in occasione della prima fase di inchiesta pubblica preliminare è pervenuto per questa proposta di norma il considerevole numero di circa 900 commenti.
Tornando all’incontro del 17 settembre, le valutazioni generali presentate da Nello Iacono (Vice presidente dell’associazione Stati Generali dell’Innovazione), relative a 54 progetti analizzati dai diversi gruppi di lavoro (“Cittadini”, “PA”, “Imprese” ed Education) del Comitato tecnico scientifico della Coalizione sulle competenze digitali, hanno evidenziato un’arretratezza italiana, rispetto al contesto europeo, nell’offerta di servizi di e-government ed e-procurement, una carenza di competenze ICT rispetto alle richieste del mercato e l’esigenza di pianificazione, inoltre, di percorsi formativi specialistici ICT,orientati all’e-leadership.
I risultati recentemente resi pubblici, relativi in particolare alla prima valutazione dei progetti destinati alle pubbliche amministrazioni, hanno dimostrato la conformità della norma proposta dall’ANORC con gli obiettivi della strategia della Coalizione, sottolineando in questo modo la forte necessità di definizione di specifiche figure professionali su scala sia nazionale sia europea.
L’analisi SWOT che è stata condotta ha evidenziato come il progetto possa essere in grado di soddisfare le esigenze di inclusione di tali professionisti all’interno delle pubbliche amministrazioni anche in funzione dell’obbligatorietà dettata dalla legislazione nazionale in materia e dai documenti di dettaglio dell’Agenzia per l’Italia Digitale -, auspicando altresì il riconoscimento normativo dei profili considerati.
Si ritiene dunque necessario adottare un modello metodologico che travalichi i confini nazionali e vada oltre le professionalità tradizionalmente intese, al fine di tracciare profili nuovi, in grado di gestire al meglio il cambiamento imposto dai processi di automazione, per garantire in modo efficace la tutela del patrimonio informativo e documentario nel breve come nel lungo periodo.