Il nostro ordinamento ha davvero bisogno di un nuovo istituto giuridico chiamato Foia?

Questo pomeriggio ANORC (rappresentata dal Presidente Andrea Lisi) ha partecipato all’audizione della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità  e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190, e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (atto n. 267).
ANORC ha avuto modo di esporre in sede ufficiale le sue perplessità  sullo schema di decreto con cui si vorrebbe introdurre nell’ordinamento italiano il FOIA (un nostro Freedom Of Information Act), e che aveva già  manifestato sottoscrivendo la lettera aperta al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia (redatta dalla parlamentare Mara Mucci e firmata da Iwa, Agorà  Digitale, da altre Associazioni e da diciassette parlamentari): piuttosto che inserire nel nostro Paese un istituto di origine statunitense, difficilmente implementabile, sarebbe stato più coerente potenziare gli istituti giuridici già  esistenti dell’accesso agli atti e dell’accesso civico, rispettivamente disciplinati nella Legge n. 241/1990 e nel D.Lgs. n. 33/2013 (magari eliminando o ridimensionando la portata dell’art. 24 comma 3) per garantire al cittadino un controllo costante ai dati e alle informazioni della PA, incrementare i livelli di trasparenza dell’operato delle amministrazioni pubbliche e favorire un controllo sociale diffuso sull’utilizzo delle risorse. Il FOIA sembra l’ennesima esplicitazione di quella tendenza tutta italiana a introdurre nuove leggi, senza preoccuparsi di razionalizzare e tagliare le tante norme inutili e contraddittorie presenti nel nostro ordinamento e senza prendere in considerazione lo stato effettivo in cui versa la nostra pubblica amministrazione (in particolare quella locale), oppressa da procedimenti amministrativi tortuosi, interminabili fascicoli cartacei, archivi lasciati al caos. Una tendenza che difficilmente ci porterà  vera innovazione. “Occorre invece progettare un modello organizzativo che funzioni, che disegni un nuovo modus operandi scardinando le abitudini ancora legate al mondo analogico e che sia affidato a professionisti competenti” ha dichiarato nel suo intervento l’avv. Andrea Lisi. “Il FOIA è e dovrebbe essere un principio generale in cui tutti crediamo, ma non un nuovo istituto giuridico”
In allegato il documento contenente le osservazioni presentata da ANORC alla Commissione.
Allegati

documenti/notizie/Modulo osservazioni trasparenza_ANORC.pdf;;