In arrivo sanzioni per le PA che non offrono servizi in rete e accesso telematico alle basi di dati.

Sanzioni in arrivo per
tutte le pubbliche amministrazioni che non ottemperano all’obbligo di erogazione
dei servizi in rete e di accesso telematico alle basi di dati, secondo quanto
prescritto dall’art. 63 e dall’art. 52 del Codice dell’Amministrazione Digitale.

A stabilirlo è l’art. 24-quater del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, recante “Misure Urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e
per l’efficienza degli uffici giudiziari
“, e convertito con Legge 11 agosto 2014, n. 114.

Nello specifico, il medesimo articolo sancisce che, a
decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore
della citata legge di conversione, le
pubbliche amministrazioni che non individuano, progettano e realizzano i
servizi in rete
(al fine di migliore e rendere più efficiente il proprio
operato), nè predispongono l’accesso
telematico a dati, documenti e procedimenti e il riutilizzo degli stessi,
siano soggette a delle sanzioni, così come
stabilito dall’art. 19, comma 5, lettera
b)
del D.L. in questione.

Più precisamente, tale disposizione prevede “una sanzione amministrativa non inferiore
nel minimo a euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in
cui il soggetto obbligato ometta l’adozione dei piani triennali di prevenzione della
corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o dei codici di
comportamento
“.

Difatti, proprio in attuazione dell’articolo in esame, entro
il 18 settembre tutte le pubbliche amministrazioni e le società  partecipate hanno
l’obbligo di trasmettere all’AgID, esclusivamente per
via telematica, “l’elenco delle basi di dati in loro gestione e degli
applicativi che le utilizzano”.

Per ulteriori dettagli in merito, si rimanda all’articolo
pubblicato su ANORC “Basi di dati delle PA: procedura AgID per l’invio telematico“.