E’ quasi tutto pronto: è stato trovato un accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio UE riguardante i testi definitivi della nuova Direttiva e del nuovo Regolamento sulla protezione dei dati personali. Ora tocca ai Paesi membri dare il via libera per l’accordo definitivo. Il “pacchetto protezione dati” si compone di due diversi strumenti:
“¢ una proposta di Regolamento concernente “la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati”, volta a disciplinare i trattamenti di dati personali sia nel settore privato sia nel settore pubblico, e destinata a sostituire la Direttiva 95/46;
“¢ una proposta di Direttiva indirizzata alla regolamentazione dei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini, nonchè all’esecuzione delle sanzioni penali, che sostituirà (e integrerà ) la decisione quadro 977/2008/CE sulla protezione dei dati personali scambiati dalle autorità di polizia e giustizia (che l’Italia non ha, peraltro, ancora attuato).
I due testi saranno posti al voto della Commissione per le libertà civili del Parlamento europeo giovedì mattina.
Se l’accordo verrà approvato dalla Commissione, sarà poi messo ai voti dal Parlamento nel suo complesso nel nuovo anno, al termine del quale gli Stati membri avranno a disposizione due anni per recepire le disposizioni della Direttiva nella loro legislazione nazionale. Anche il Regolamento, che si applica direttamente in tutti gli Stati membri, entrerà in vigore dopo due anni.
Il Regolamento ha lo scopo non solo di dare ai cittadini un forte controllo nei confronti dei propri dati personali, ma anche di fornire un sistema chiaro e caratterizzato da una normativa armonica, anche per stimolare la competizione nel mercato digitale tra le varie aziende europee.
Con le nuove disposizioni, alle società del mercato digitale non sarà più permesso di divulgare le informazioni che hanno ricevuto, per uno scopo particolare, senza l’autorizzazione della persona interessata. Gli utenti, quindi, dovranno dare il loro esplicito consenso per l’uso dei loro dati da parte delle aziende stesse.
Norme di protezione dei dati per la cooperazione transfrontaliera di polizia
La nuova proposta di Direttiva sui trasferimenti di dati, per fini di polizia e giudiziari, garantirà i diritti e le libertà dei cittadini, permettendo, però, allo stesso tempo agli organi inquirenti nazionali nell’Unione europea di scambiare le informazioni in modo più rapido ed efficace. L’obiettivo è quello di rafforzare la cooperazione della polizia e lo scambio di dati delle forze dell’ordine per assicurare un alto livello di protezione nell’Unione Europea.
La Direttiva sarà il primo strumento utile per armonizzare 28 diversi ordinamenti giuridici relativamente allo scambio di dati – anche all’interno di ogni Stato membro. Allo stesso tempo, dovrebbero essere chiariti i meccanismi di cooperazione di polizia, al fine di dare ai cittadini una maggiore certezza del diritto. Rimane ferma la possibilità per i paesi dell’UE di stabilire standard di protezione dei dati più elevati di quelli sanciti dalla Direttiva.
Non resta altro che aspettare la pubblicazione del Regolamento per capire come cambierà lo scenario in materia di privacy all’interno dell’Unione Europea.