La PEC nelle procedure concorsuali e fallimentari

L’art. 17 del decreto legge 18/1012 n. 179, convertito con
modificazioni dalla legge 19 dicembre 2012 n. 221 e rubricato “Modifiche alla legge fallimentare e al
decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270
“, ha introdotto l’obbligo di
utilizzare la posta elettronica certificata nelle comunicazioni
previste per la
dichiarazione di fallimento e le altre procedure concorsuali
.

L’obbligo di comunicazione telematica in molti casi è
entrato già  in vigore lo scorso 31 ottobre.

Come principali novità , nello specifico:

  • il ricorso e il decreto previsti dal comma 3
    dell’art. 15 della L.F (RD 267/42) devono essere notificati, a cura della
    cancelleria, all’indirizzo di posta elettronica certificata del debitore
    risultante dal Registro delle imprese ovvero dall’INI PEC (Indice Nazionale
    degli Indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei
    professionisti). L’esito è trasmesso, con modalità  automatica, all’indirizzo PEC
    del richiedente;
  • le comunicazioni del curatore ai creditori e ai
    titolari di diritti sui beni
    , previste dall’art. 31 -bis della Legge
    Fallimentare, sono effettuate all’indirizzo di PEC e, nei casi di mancata
    consegna per cause imputabili al destinatario, tutte le comunicazioni sono
    eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria. Per il periodo di
    pendenza della procedura e per i due anni successivi alla chiusura della stessa,
    il curatore è tenuto a conservare i messaggi di posta elettronica certificata
    inviati e ricevuti;
  • il curatore, negli avvisi ai creditori e agli
    interessati
    , è tenuto sempre a indicare un proprio indirizzo di PEC (art. 92
    LF).

La norma interviene anche sulle
modalità  di inoltro delle domande di ammissione al passivo e di ricorso (art.
93 LF), stabilendo che anch’esse dovranno essere inviate all’indirizzo di PEC
comunicato dal Curatore.

Senza addentrarsi ulteriormente
nelle singole norme modificate, basti dire che viene introdotto un più generale
principio di utilizzo della PEC in tutte le procedure fallimentari e
concorsuali.

La convocazione di tutti i creditori e debitori per il
procedimento volto all’accertamento dei presupposti per la dichiarazione di
fallimento
prevista dall’ art. 15 della LF deve essere inviata tramite PEC solo
per i procedimenti introdotti dopo il 31 dicembre 2013.

Le altre disposizioni si applicano a partire dall’entrata in
vigore della legge di conversione del decreto del “Fare”(19 dicembre
2012) per tutti i procedimenti per i quali, alla stessa data, non sia ancora
stata effettuata la comunicazione di cui agli artt. 92 (avviso ai creditori nel
fallimento), 171 (convocazione dei creditori per il concordato preventivo e gli
accordi di ristrutturazione), 205 (comunicazione ai terzi creditori nella
liquidazione coatta amministrativa) della Legge Fallimentare (RD 267/42) e di cui
all’art. 22 del D.Lgs 270/99 (Avviso ai creditori per l’accertamento del
passivo)

Diversamente, per i provvedimenti già  pendenti alla data del
19 dicembre 2012 gli altri obblighi di comunicazione telematica sono entrati in
vigore dal 31 ottobre 2013.

Riepilogando le principali modifiche riguardano:

  • le novità  introdotte nel procedimento per la
    dichiarazione di fallimento (modifiche dell’art. 15 L.F.)
  • le novità  nelle comunicazioni del curatore (introduzione
    dell’art. 31-bis L.F. e modifiche dell’art. 92 L.F.)
  • le novità  nelle relazioni del curatore (modifiche
    dell’art. 33 L.F.)
  • le novità  nella verifica del passivo e nella
    ripartizione dell’attivo (modifiche dell’art. 92, 101 e 110 della L.F.)
  • le novità  nel rendiconto del curatore (modifiche
    dell’art. 116 L.F.)

Gli obblighi di comunicazione telematica appena descritti
rappresentano un altro importante passo verso la digitalizzazione e l’utilizzo
della PEC assume un ruolo sempre più determinante
all’interno di questo
processo di cambiamento come unico strumento di comunicazione telematica avente
effetto legale.

E’ utile ricordare che tutte le PEC trasmesse andranno
correttamente conservate
, soprattutto dal curatore che rappresenta comunque il
garante del corretto svolgimento di tutto il procedimento. Tale conservazione
non potrà  in alcun modo essere effettuata mediante stampa delle PEC ricevute
,
ma si dovrà  ricorrere a un idoneo sistema di conservazione come previsto
dall’art. 44 del D. Lgs. 82/2005. Insieme alla PEC andranno correttamente
conservate, con le medesime modalità , anche tutte le ricevute di invio,
ricezione o anomalia che i gestori di PEC inoltreranno ai mittenti e ai
destinatari.