Un altro passo per provare a rendere più sicuro il futuro dei nostri dati è stato compiuto.
Gli Stati Generali della Memoria digitale, piattaforma interassociativa promossa da ANORC e rappresentante numerose associazioni e organizzazioni nazionali interessate alla materia digitale, hanno presentato in questi giorni alle autorità nazionali competenti (tra le quali AgID e i principali Enti e Ministeri) i risultati della petizione online, lanciata nei mesi scorsi su firmiamo.it, “Cercasi Regole tecniche disperatamente”.
Assieme alle più di 700 firme raccolte (600 online alle quali si sommano quelle raccolte durante eventi e manifestazioni) è stato inviato alle istituzioni un documento in cui si chiede a gran voce una veloce emanazione della normativa tecnica che regolamenta la gestione documentale e che presenta ancora importanti lacune.
Se infatti lo scorso 12 marzo sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove Regole tecniche per la conservazione dei documenti informatici e per il protocollo informatico, manca ancora all’appello un tassello fondamentale per permettere che la gestione e la conservazione dei documenti informatici avvengano in maniera davvero corretta e sicura, ovvero le Regole tecniche in materia di formazione e di gestione documentale e le Regole tecniche sulla sicurezza dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture.
Come possiamo procedere, infatti, alla conservazione digitale dei documenti informatici, obbligatoria per legge, se prima non abbiamo tutte le Regole tecniche che costituiscono l’abc per formare e gestire correttamente e in sicurezza questi documenti?
Per garantire ai nuovi archivi digitali, e quindi al patrimonio inestimabile della nostra memoria, sicurezza, autenticità e affidabilità nel tempo, gli Stati Generali della Memoria Digitale sollecitano quindi con urgenza le istituzioni competenti a emanare le Regole Tecniche ancora mancanti, il cui iter è bloccato da ormai troppo tempo, nella convinzione che solo con un apparato normativo completo l’innovazione digitale potrà proseguire nel nostro Paese su solide basi.
Gli aderenti agli Stati Generali della Memoria Digitale si sono inoltre resi disponibili a collaborare attivamente con le istituzioni portando il loro contributo alla definizione della normativa tecnica e allo sviluppo delle politiche digitali.