Relazione annuale sulla privacy 2012: tutti siamo chiamati a fare di più!

Tutti siamo chiamati a fare di più in nome della tutela dei dati personali e per contrastare l’illecito trattamento degli stessi. Questo è quanto ha affermato il Presidente dell’Autorità Garante Privacy, Antonello Soro, nel suo discorso di accompagnamento alla relazione annuale sull’attività 2012 dell’Authority.
Nel discorso il Presidente ha evidenziato le criticità relative alla tutela del trattamento dei dati, sostenendo che nel tempo della società digitale la protezione dei dati ha acquisito e deve acquisire ogni giorno di più un ruolo centrale.
Nello specifico, Soro si è soffermato innanzitutto sul rapporto Trasparenza e Privacy, ribadendo quanto espresso nel parere dell’Autorità sul d.lgs. 33/2013 e affermando che la trasparenza non può consistere in un automatico e integrale riversamento del provvedimento amministrativo nella Rete, dal momento che ciò potrebbe avere effetti pregiudizievoli sulla dignità delle persone interessate.
D’altronde, l’attenzione su questa tematica è stata dimostrata anche dai recenti e numerosi provvedimenti emessi nei confronti delle pubbliche amministrazioni, che hanno comportato (in alcuni casi) anche l’oscuramento del sito web istituzionale.  
Nel discorso del Presidente si riflette, inoltre, sulla necessità di assicurare un corretto trattamento dei dati anche alle fasce deboli della popolazione, come i detenuti, e si affronta il problema della tutela del consumatore contro la raccolta di dati su Internet per la ricostruzione del profilo dell’utente da utilizzare a fini commerciali. Tema quest’ultimo ampiamente trattato nella Relazione Annuale. 
Un altro tema di grande attualità a cui la relazione dedica spazio è quello dei social network, visto l’enorme potere che essi hanno acquisito, a fronte della scarsa consapevolezza che gli utenti della Rete hanno circa i rischi che possono correre: al riguardo viene citata l’azione, congiunta con altre Autorità europee, per l’avvio di un procedimento nei confronti di Google e la sua gestione dei dati personali degli utenti. Nella relazione si sottolinea l’importanza che gli utenti acquisiscano nuova consapevolezza dei loro diritti e pretendano, di conseguenza, tutele adeguate per i propri dati e trasparenza dei trattamenti cui sono sottoposti.
In tema di Sanità Elettronica, tra i vari provvedimenti del Garante si segnala un caso delicato sotto il profilo della tutela dei dati sensibili, riguardante un sistema di monitoraggio a distanza tramite “etichette intelligenti” (Rfid), provvedimento del 29 novembre 2012. Inoltre, si evidenzia che nel corso dell’anno numerose segnalazioni sono pervenute al Garante in merito ai modelli di informativa e di consenso utilizzati in ambito sanitario da parte di strutture pubbliche e private ad alcune di queste è stato prescritto di riformulare i modelli in modo più chiaro e preciso). Sono stati toccati, tra gli altri, i temi relativi al Fascicolo Sanitario elettronico, ai referti e alla ricerca scientifica in ambito sanitario.  
Gli altri temi toccati nella relazione sono la biometria, l’installazione delle c.d. “scatole nere” sui veicoli, il furto d’identità digitale, il cloud computing, le notifiche obbligatorie in caso di Data Breach. 
Con riferimento all’attività internazionale e di cooperazione del Garante la Relazione riporta quanto è stato fatto nell’ambito del Gruppo Articolo 29 con riferimento, nello specifico, alle BCR (Binding Corporate Rules), alla proposta di regolamento europeo sulla protezione dei dati e al cloud computing. Inoltre, il Garante riporta l’attività del Gruppo sui Cookie e fa inoltre riferimento alla predisposizione di pareri quale quello sulle mobile apps, ossia le applicazioni per telefonia mobile, o quello relativo agli sviluppi nelle tecnologie biometriche.
Ritornando al discorso di presentazione della Relazione annuale, il Presidente Soro ha, inoltre, trattato la problematica dell’utilizzo della rete come canale per il compimento di illeciti (si pensi ai casi di diffamazione in Internet), che rischiano di rendere la Rete uno spazio anomico dove si può impunemente violare qualunque diritto. È quindi necessario riflettere su forme di responsabilizzazione dei principali protagonisti della Rete, in modo da bilanciare il diritto all’anonimato (fondamentale presidio di libertà, soprattutto in contesti non democratici) con le esigenze di accertamento dei reati. 
Nella relazione annuale il Presidente riporta inoltre le cifre dell’attività svolta dall’Autorità durante tutto il 2012, fornendo anche significativi dati sulle numerose sanzioni (purtroppo in aumento) emanate nei confronti di soggetti poco attenti alla privacy altrui e agli adempimenti che derivano dagli obblighi di legge.