Scuola digitale: quali le sorti del registro elettronico nel 2014?

Con il nuovo anno riemergono molti buoni propositi anche in tema di digitalizzazione scolastica e si prevede che numerosi direttori scolastici vorranno, col 2014, che i loro docenti si dispongano a utilizzare esclusivamente i registri elettronici abbandonando quelli cartacei.

In realtà  sussiste il rischio che esami e voti gestiti col registro elettronico possano essere annullati dal Tar in mancanza della pubblicazione del piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative da parte del Miur, piano previsto dall’art. 7, comma 27 del d.l. 95/2012 e che avrebbe dovuto essere emanato 60 giorni dopo l’entrata in vigore dello stesso decreto (pubblicato in G.U. il 14.08.2012).

Un’altra questione non secondaria a cui le scuole dovranno far fronte è la dotazione di firma digitale: infatti, qualsiasi tipo di documento amministrativo informatico deve essere sottoscritto con firma digitale da un pubblico ufficiale, compresi i registri informatici firmati dai docenti, che nello svolgimento di questo compito operano di fatto in qualità  di pubblici ufficiali: in assenza di firma digitale i registri informatici non possono validamente sostituire quelli cartacei.

Questi sono quindi i primi scogli che la digitalizzazione scolastica dovrà  affrontare e superare per poter avere una larga e corretta diffusione nel 2014. Per verificare quale sia il sentimento di presidi, insegnanti, studenti, genitori, partiti, fondazioni e associazioni rispetto ai punti cardine dell’organizzazione della scuola italiana, compresa la riforma digitale, il Ministro Carrozza ha annunciato che verrà  presto lanciato sul web un referendum online al quale si potrà  partecipare in modo anonimo.