Seconda parte della ricerca ANORC sulla PA digitale: ecco i dati completi

Il viaggio di ANORC nella pubblica amministrazione digitale continua e alla ricerca ANORC si aggiunge un altro importante capitolo.

La prima parte di questo percorso di ricerca, lo ricordiamo, si è focalizzato sulla diffusione della conservazione digitale e sulla nomina del Responsabile trattamento dati del Responsabile della Conservazione dei documenti digitali negli enti pubblici presi in esame. I relativi risultati sono stati pubblicati su questo sito in settembre (http://www.anorc.it/documenti/ricercaANORC_PA.pdf), e hanno restituito uno scenario piuttosto sconfortante sul sostanziale disallineamento della PA italiana dalle norme previste dal CAD.

Nella seconda parte della ricerca, invece, ANORC ha “analizzato”i siti dei medesimi Enti (Comuni capoluogo, Province, Regioni e Ministeri) ma cercando stavolta notizie sulla gestione dell’Albo on Line, sul Responsabile del Procedimento di Pubblicazione e sulla PEC come strumento di comunicazione tra PA e cittadini e/o imprese.

"L’analisi ha dichiarato il presidente ANORC, l’avvocato Andrea Lisinon vuole colpire la Pubblica Amministrazione quanto evidenziare i rischi che, proprio per gli enti oltre che per i cittadini e tutti i soggetti economici che hanno rapporti col mondo pubblico, possono derivare da una non completa definizione delle regole a cui deve attenersi il processo di digitalizzazione della macchina amministrativa e dalla conseguente non omogeneizzazione dei comportamenti”.

Il quadro che emerge dalla ricerca, infatti, riflette proprio questo rischio. Pur in presenza di obblighi di legge spesso risalenti ad alcuni anni fa sembra spesso che gli enti si limitino a un rispetto formale delle norme tralasciando, per la mancanza di direttive precise e trovando ciascuno soluzioni fai da te, gli aspetti sostanziali del processo di digitalizzazione e cioè piena accessibilità  ai dati, garanzie di rispondenza fra documenti digitali e documenti analogici (cartacei) derivati che spesso sono la maggior parte del patrimonio informativo che lega utenti ad amministrazioni, trasparenza e rintracciabilità  del processo stesso di digitalizzazione e dematerializzazione mediante l’apposizione di sistemi di firma elettronica.

Presenza di un Albo on line
Per comuni e province i valori di rispondenza alla norma sono elevatissimi circa la presenza di un albo on line (per i comuni si tratta del 96% dei casi per le province del 97%). Le Regioni spesso sostituiscono questo obbligo con il rimando all’apposita sezione della Gazzetta Ufficiale Regionale (BUR). I ministeri invece dimostrano una libera interpretazione di questo obbligo in quanto solo il 23% del campione indica sul sito la presenza dell’Albo mentre il restante 77% utilizza diverse e più sezioni dedicati ai bandi, alla pubblicità  legale eccetera. Se il dato sulla presenza dell’Albo può ritenersi soddisfacente così come accettabile è anche il livello medio di accessibilità  allo stesso e ai documenti in esso contenuti (sempre che si consideri fisiologico un tasso di accesso limitato o negato all’incirca del 20%), la PA mostra maggiore incertezza nell’utilizzo della firma. Praticamente nessun sito di comuni, province o ministeri utilizza sistemi di firma digitale dei documenti a garanzia della provenienza e autenticità  degli stessi (unica eccezione le regioni dove almeno il 30% dei documenti è firmato digitalmente in modo corretto).

Indicazione del responsabile del procedimento di pubblicazione
Connesso alla firma digitale è anche il secondo aspetto analizzato e cioè l’indicazione all’interno del sito, secondo i termini di legge, del responsabile del procedimento di pubblicazione con l’indicazione della sua qualifica e i contatti di accesso, secondo quanto stabilito dalle Linee guida per i siti web della pubblica amministrazione.
Questa figura è un elemento centrale nella catena della garanzia di correttezza, trasparenza e tutela del cittadino nel processo di digitalizzazione dei documenti che ha la responsabilità  di gestire, fra l’altro, la pubblicazione degli atti sull’Albo on line e di apporvi la sua firma digitale. E’ per questo che le citate Linee Guida indicano come necessario dare la massima visibilità  a questa informazione, fornendo inoltre del responsabile tutti gli elementi di contatto (in tutte le pagine).
A eccezione dei siti dei ministeri che nel 92% dei casi indicano correttamente il responsabile del procedimento di pubblicazione, Regioni, comuni e province si dimostrano largamente inadempienti con, rispettivamente, l’80%, l’89% e l’88% di inaccessibilità  al dato del responsabile del procedimento di pubblicazione.
Di fronte a questa situazione ANORC ritiene che sarebbe utile e positivo in molti casi per gli enti che questa figura venga a coincidere con quella del responsabile della conservazione digitale.

Pubblicazione dell’indirizzo di Posta elettronica certificata (PEC)
Secondo le risultanze dell’indagine se la presenza di Posta elettronica certificata è l’obbligo di gran lunga più rispettato dai vari organi pubblici analizzati, assai elevato è invece il dato relativo alle inadempienze formali e all’inaccessibilità  di quello stesso dato.
Se infatti regioni, province, comuni e ministeri hanno definito un indirizzo PEC nella quasi totalità  dei casi analizzati (percentuali del 95, 99, 97 e 92 per cento) la realtà  è molto diversa per quanto riguarda i criteri di accessibilità  e cioè la corretta collocazione dell’indicazione all’interno dei siti web istituzionali o la presenza di diversi indirizzi PEC invece di un unico riferimento. In questo caso la fruibilità  scende al 55% dei casi nelle regioni, all’85% nei ministeri restando, invece sempre molto elevata (93%) per comuni e province.

“Dopo tanto parlare di Agenda Digitale come se si ignorasse che è dal 1993 che in Italia c’è chi si è impegnato a vari livelli su questi temi ha concluso Andrea Lisi presidente di Anorc occorre riconoscere che concretamente la premessa di qualsiasi politica di trasparenza, open gov e crescita 2.0 deve essere l’attenzione verso il documento informatico, le sue fasi di formazione, corretta gestione, conservazione e pubblicazione a norma, presupposti fondamentali per un futuro dematerializzato senza perdere in garanzia per i cittadini, le imprese e le stesse amministrazioni”.

In allegato la relazione completa della ricerca.

Allegati

documenti/notizie/1_RicercaANORC2_def.pdf;ricerca ANORC PA digitale: seconda parte;