Violazioni degli obblighi di trasparenza: le novità  del regolamento ANAC sulle sanzioni

Comminare le sanzioni per la violazione degli obblighi di trasparenza sarà  adesso più facile: infatti, è stato emanato dall’Autorità  Nazionale Anticorruzione (ANAC) il nuovo Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell’art. 47 del Dlgs. n. 33/2013.
Il Dlgs. n. 33 del 14 marzo 2013 reca il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità , trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, l’art. 47 del decreto dispone che la mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati di cui all’art. 14, concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico (si tratta di incarichi politici di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale, regionale e locale) al momento dell’assunzione in carica, la titolarità  di imprese, nonchè tutti i compensi cui dà  diritto l’assunzione della carica, dà  luogo a una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della mancata comunicazione e il relativo provvedimento è pubblicato sul sito internet dell’amministrazione organismo interessato.
Si è ritenuto opportuno disciplinare, con un apposito regolamento, il procedimento dell’ANAC della sanzione in misura ridotta, in conformità  alla delibera n. 10/2015, la quale individua, appunto, l’Autorità  Nazionale Anticorruzione quale soggetto competente all’avvio delle procedure sanzionatorie per le violazioni di cui all’art. 47, commi 1 e 2 del Dlgs. n. 33/2013.
Le sanzioni in misura ridotta sono previste per le violazioni di cui all’art. 47 del Dlgs. n. 33/2013, ossia per la mancata o incompleta comunicazione, da parte del titolare dell’incarico, delle informazioni e dei dati riguardanti:
“¢ la sua situazione patrimoniale complessiva, ivi inclusa la dichiarazione dei redditi, al momento dell’assunzione in carica;
“¢ la titolarità  di imprese, le partecipazioni azionarie proprie e tutti i compensi a cui dà  diritto l’assunzione della carica, questo sia al momento dell’assunzione sia aggiornando annualmente le informazioni con le eventuali variazioni intervenute;
la titolarità  di imprese e le partecipazioni azionarie del coniuge del titolare dell’incarico e dei suoi parenti entro il secondo grado, ove gli stessi abbiano acconsentito alla pubblicazione dei loro dati, questo sia al momento dell’assunzione sia aggiornando annualmente le informazioni con le eventuali variazioni intervenute.
Inoltre, le sanzioni sono irrogate in caso di mancata pubblicazione – da parte del soggetto individuato nel programma triennale trasparenza e integrità  o in altro atto organizzativo interno – dei dati concernenti:
“¢ la ragione sociale;
“¢ la misura della eventuale partecipazione dell’amministrazione;
“¢ la durata dell’impegno;
“¢ l’onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l’anno sul bilancio dell’amministrazione;
“¢ il numero dei rappresentanti dell’amministrazione negli organi di governo e il trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante;
“¢ i risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi finanziari;
“¢ gli incarichi di amministratore dell’ente e il relativo trattamento economico complessivo.  
Bisogna segnalare, però, che nella Parte II del Regolamento, che disciplina le procedure sanzionatorie in caso di mancata comunicazione dei dati, è presente una formulazione imprecisa della disposizione riguardante la modalità  di accertamento della violazione. Specificamente, è disposto che in caso di mancata o incompleta pubblicazione delle informazioni indicate all’art. 2, comma 2, l’Ufficio competente dell’istruttoria relativa al procedimento sanzionatorio deve chiedere al Responsabile per la trasparenza (RT) dell’amministrazione interessata di attestare all’Autorità , entro il termine di quindici giorni, se l’inadempimento sia dipeso dall’omessa comunicazione da parte del titolare dell’incarico ovvero sia riconducibile ad altre circostanze da indicare specificatamente. In realtà , però, l’art. 2, comma 2 del Regolamento in questione indica la disciplina nel caso di mancata o incompleta comunicazione dei dati e non nel caso di omessa pubblicazione, ipotesi disciplinata dal comma 3 dello stesso articolo.
Il rischio è che questa imprecisione nella formulazione della norma faccia sorgere confusione nei soggetti interessati e, soprattutto, negli operatori dell’Ufficio competente per l’istruttoria del procedimento sanzionatorio. 
La norma in questione specifica, poi, che nel caso in cui il RT attesti che l’inadempimento sia dipeso dall’omessa comunicazione, da parte del titolare dell’incarico, delle informazioni e dei dati, l’Ufficio avvia il procedimento sanzionatorio contestando la violazione. Mentre, nel caso in cui i dati siano stati correttamente comunicati dal titolare dell’incarico al RT e, tuttavia, non siano stati – del tutto o in parte – pubblicati, il Consiglio si riserva di ordinare all’amministrazione di pubblicare le informazioni e i dati mancanti.
Forti contraddizioni emergono, dunque, in questa disposizione, dovute alla differenza di trattamento tra il caso di inadempimento da parte del soggetto che avrebbe dovuto comunicare i dati da pubblicare, e il caso in cui sia il Responsabile della trasparenza a omettere di pubblicare dati correttamente comunicati.
L’art. 5 del Regolamento stabilisce che, se sussistono i presupposti per l’avvio del procedimento sanzionatorio, l’Ufficio notifica al titolare dell’incarico – entro 90 giorni dal ricevimento dell’attestazione del RT – la contestazione della violazione di cui all’art. 47, comma 1 del Dlgs. n. 33/2013.
Nella comunicazione di avvio del procedimento devono essere almeno indicati, nel rispetto di quanto previsto nella Legge n. 689/1981:
◦ la contestazione della violazione, con l’indicazione delle disposizioni violate e delle relative norme sanzionatorie;
◦ il termine di trenta giorni per l’invio al Prefetto di memorie e documentazione, oltre all’eventuale richiesta di audizione;
◦ l’Ufficio e la persona responsabile del procedimento, con indicazione dei contatti per eventuali richieste di chiarimenti e/o comunicazioni successive;
◦ la possibilità  e i termini del pagamento della sanzione in misura ridotta e le modalità  del pagamento.
In più, è disposto che il pagamento della sanzione in misura ridotta estingua il procedimento sanzionatorio.
La Parte III del Regolamento è dedicata alle procedure sanzionatorie in caso di violazione degli obblighi di pubblicazione e comunicazione. In particolare, quando è rilevata la mancata o incompleta pubblicazione delle informazioni e dei dati elencati nei commi 3 e 4 dell’art.2 del Regolamento ANAC, l’Ufficio chiede al RT dell’amministrazione interessata di attestare all’Autorità , entro quindici giorni, il nominativo del responsabile della violazione, ossia il soggetto che in base alle previsioni del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità , o altro atto organizzativo interno, è responsabile dell’omessa pubblicazione. Inoltre, in mancanza di attestazione di tale nominativo, si presume la responsabilità  del RT ai sensi degli artt. 46 e 47 del Dlgs. n. 33/2013. Si legge, altresì, che qualora l’omessa pubblicazione dei dati di cui all’art. 47, comma 2, secondo periodo, dipenda dalla mancata comunicazione degli stessi da parte degli amministratori societari, il RT è tenuto ad attestare i nominativi degli amministratori societari inadempienti.
In presenza dei presupposti per avviare il procedimento sanzionatorio, l’Ufficio notifica al responsabile della violazione e/o all’amministratore societario – entro il termine di 90 giorni dal ricevimento dell’attestazione del responsabile della trasparenza – la contestazione della violazione di cui all’art. 47, comma 2, Dlgs. n. 33/2013.
Anche in questo caso la comunicazione di avvio del procedimento deve contenere almeno le stesse informazioni segnalate sopra, nel rispetto di quanto previsto nella Legge n. 689/1981, e, ugualmente, il pagamento della sanzione in misura ridotta estingue il procedimento sanzionatorio.
Il Regolamento ha l’obiettivo di far sì che il principio della trasparenza sia sempre rispettato per garantire una tutela maggiore del cittadino; per fare ciò, è stato, dunque, disciplinato con maggiore dettaglio l’impianto sanzionatorio, ma forse sarebbe stato più opportuno formulare alcune disposizioni in modo più preciso per evitare di generare potenziali dubbi interpretativi nella loro applicazione.