Dalla PEC alla REM: AgID rilascia i criteri di adozione dello standard per la transizione tra sistemi

A seguito del rilascio da parte di AgID del documento contente criteri di adozione dello standard ETSI per la transizione del sistema PEC alla nuova REM, versione 1.2, il Presidente di ANORC, ing. Giovanni Manca, torna sulle pagine di ANORC per aggiornare l’approfondimento pubblicato in precedenza.

Proponiamo di seguito la versione integrale, buona lettura!

Lo scenario

La Posta Elettronica Certificata (PEC), operativa dalla fine del dicembre del 2005 con i primi gestori inseriti nell’apposito elenco dall’attuale AgID, muove un ulteriore passo verso l’Unione Europea con la pubblicazione dello standard ETSI EN 319 532-4 “Electronic Signatures and Infrastructures (ESI); Registered Electronic Mail (REM) Services; Part 4: Interoperability profiles.

L’applicazione di questa specifica consente di attivare il protocollo REM (Registered Electronic Mail) per i servizi di posta elettronica in modo interoperabile, questo rende possibile l’attuazione di quanto stabilito nella Legge di semplificazione 2019 (Decreto legge n. 135 del 14 dicembre 2018).

Queste previsioni normative stabiliscono che, con DPCM, sentita l’AGID e il Garante per la protezione dei dati personali, siano adottate le misure necessarie a garantire la conformità dei servizi di posta elettronica certificata (PEC), di cui agli articoli 29 e 48 del decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005 (il CAD), al regolamento (UE) n. 910 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 luglio 2014, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE (eIDAS). A far data dall’entrata in vigore del suindicato DPCM, l’articolo 48 del decreto legislativo n. 82 del 2005 è abrogato.

Questa azione normativa stabilirà la fine della PEC e l’inizio del ciclo di vita della REM.

Cosa è successo fino ad ora

 AgID ha attivato e coordinato un Gruppo di Lavoro che ha analizzato gli standard ETSI già disponibili all’inizio delle attività (2019). La complessa analisi ha portato alla decisione di aggiornare la precedente versione dello standard sopra citato per migliorarne le caratteristiche di interoperabilità all’interno del sistema REM.

L’accordo raggiunto a livello nazionale è stato poi portato a livello comunitario con la proposta di nuovo standard, indispensabile per i colloqui tra soggetti esteri.

Il documento, al quale il contributo italiano è stato decisivo, è stato approvato da ETSI e poi pubblicato nella sua versione vigente che è la 1.2.1 del maggio 2022.

Per il raggiungimento dell’obiettivo normativo sopra citato, mancano ancora alcuni passi operativi.

 

Sviluppi a breve e medio termine

 Per completare gli obiettivi nazionali sono indispensabili alcune attività. Di seguito qualche ipotesi, peraltro ragionevole. AgID deve attivare la migrazione dell’elenco dei gestori verso l’elenco di fiducia previsto dal Regolamento eIDAS. Si tratta di ampliare quello che oggi contiene solo servizi fiduciari relativi a firme, sigilli elettronici e marche temporali.

I gestori PEC dovranno qualificarsi secondo le regole eIDAS; al momento il capitale sociale richiesto per la qualifica è di 5.000.000 di euro. I gestori PEC attuali sono attivi con un capitale sociale di 1.000.000 di euro, quindi AgID oltre al previsto DPCM dovrà decidere se e come adeguare le regole.

Poi si dovrà definire un piano di migrazione delle circa 14.000.000 di caselle PEC attive verso il nuovo funzionamento operativo in modalità REM.

Non tutto quanto stabilito negli standard è di facile realizzazione ma, certamente, il modello di interoperabilità appare efficace.

 

Il rilascio da parte di AgID del documento tecnico

REM SERVICES – Criteri di adozione standard ETSI – Policy IT Versione 1.2 

Permette di definire l’insieme di requisiti funzionali previsti per un servizio elettronico di recapito certificato qualificato in conformità al Regolamento eIDAS n.910/2014. Questi requisiti sono la base per determinare le modalità operative di base per il passaggio da PEC a REM, in conformità ai principi normativi stabiliti in eIDAS.  Il mercato italiano mantiene un compatibilità a ritroso con la PEC, il mercato interno al perimetro di applicazione del Regolamento eIDAS può operare in modalità trans nazionale e trans settoriale, nel pieno spirito europeo.

Alla data ci sono 30 soggetti comunitari qualificati per i Servizi Elettronici di Recapito Certificato (SERC). Visto che in Italia c’è la PEC, nessuno di questi è italiano. I soggetti comunitari appena citati utilizzano tutti sistema proprietari non conformi ad ETSI. La loro migrazione de jure ad ETSI può essere un passo decisivo per la messaggistica comunitaria.

 

Conclusioni

Questo importante traguardo, una volta completata la sua attivazione, non dovrebbe avere impatti significativi sulle funzionalità di scambio di messaggi. Ricordiamo che i messaggi scambiati tramite PEC sono circa 7.000.000 al giorno (dati 2021 di AgiD). Il reale successo comunitario sarà sancito da quanto questi standard saranno attuati a livello generale, anche nell’ottica del nascente nuovo Regolamento eIDAS.

In ogni caso l’azione propulsiva di AgID e dei gestori di PEC è stata efficace e determinante. In questo caso l’adagio che dice “anche un viaggio di mille miglia inizia con un passo” è soddisfatto. Di passi ne sono stati fatti molti. Mancano quelli finali e decisivi.