Direttiva 2010/45/UE: come cambierà  la fattura elettronica?

Direttiva 2010/45/UE: come cambierà  la fattura elettronica?

A cura di Avv. Luigi Foglia D&L Department Studio Legale Lisi 

 

 

 

Lo scorso 13 luglio 2010, il Consiglio Europeo ha approvato la direttiva 2010/45/UE recante modifiche alla direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione.

 

 

 

Tutti gli stati membri, destinatari della Direttiva, dovranno recepire le modifiche in modo tale da renderle operative a partire dal 1° gennaio 2013.

 

 

 

La direttiva prende spunto da una relazione della Commissione Europea che ha evidenziato alcune difficoltà  inerenti la fatturazione elettronica e ha richiamato l’attenzione su altri settori in cui occorre semplificare le norme IVA al fine di migliorare il funzionamento del mercato interno.

 

Per tali ragioni, vengono richieste modifiche alle normative dei paesi membri relative alla disciplina dell’Imposta sul Valore Aggiunto, introducendo, ad esempio, un regime di contabilità  di cassa (che consente di pagare l’IVA solo quando il pagamento ad essa relativo viene effettivamente incassato) o  la possibilità  di emettere “fatture semplificate” per importi inferiori ai 100 Euro.

 

 

 

Al fine di armonizzare e garantire la certezza del diritto, vengono stabilite regole più precise per individuare gli obblighi che le imprese devono seguire in tema di fatturazione (normalmente si applicheranno le norme dello Stato Membro in cui si considera effettuata la cessione di un bene o la prestazione di un servizio); vengono, inoltre,  modificati gli obblighi relativi alle informazioni che devono figurare sulle fatture per permettere un miglior controllo dell’imposta, garantire un trattamento più uniforme alle cessioni di beni/prestazioni di servizi e contribuire a promuovere la fatturazione elettronica.

 

 

 

Proprio in tema di fatturazione elettronica, la Direttiva si pone l’obiettivo di aiutare le imprese a ridurre i costi ed essere più competitive richiedendo l’eliminazione degli oneri e delle barriere esistenti che ostacolano il ricorso alla fattura elettronica.

 

Per raggiungere tali obiettivi, la Direttiva introduce un interessante principio in base al quale “ogni soggetto passivo stabilisce il modo in cui assicurare l’autenticità  dell’origine, l’integrità  del contenuto e la leggibilità  della fattura”: non più, quindi, solo EDI e Firma Elettronica Avanzata, ma anche, per esplicita indicazione della Direttiva, idonei controlli di gestione che creino una pista di controllo affidabile tra una fattura e una cessione di beni o una prestazione di servizi.

 

Accanto a questo principio di libertà  di scelta, viene, per ovvi motivi di certezza, riconosciuta, agli Stati membri, la possibilità  di richiedere che la conservazione elettronica delle fatture sia obbligatoriamente accompagnata dalla conservazione di quei dati che garantiscono l’autenticità  dell’origine e l’integrità  del contenuto di ciascuna fattura.

 

 

 

Concludendo, sottolineiamo come anche la definizione di fattura elettronica sia mutata e da una definizione che faceva riferimento alla trasmissione o messa a disposizione per via elettronica dei dati di fatturazione, si è passati al concetto, più snello, di  fattura emessa e ricevuta in formato elettronico, affermando, fin dalle definizioni, un concetto più volte ribadito dai “considerando” della stessa Direttiva:  la piena parificazione tra le fatture cartacee e quelle elettroniche.

 

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