Comunicato stampa congiunto ANORC Professioni -CoLAP

Rimborsare al lavoratore i costi sostenuti per l’iscrizione all’albo e per l’esercizio della sua attività professionale. In questo principio risiede la portata rivoluzionaria della sentenza recentemente pronunciata dal Tribunale di Pordenone in funzione di Giudice del Lavoro, la n. 116/2019.

Tra i criteri utilizzati per giungere a tale conclusione spicca il richiamo alla tutela dei diritti costituzionali (in particolare alla salute e alla difesa), pertanto quando un’attività professionale è svolta in regime di esclusività a favore di un soggetto datore di lavoro pubblico, quest’ultimo ha il dovere giuridico di rimborsare al lavoratore i costi affrontati per esercitare la professione stessa (non ultimo quello dell’iscrizione all’albo).

Seguendo il sentiero tracciato dalla sentenza, ANORC Professioni e CoLAP richiamano l’attenzione sull’importanza di estendere questo stesso principio anche alle professioni non organizzate di cui alla L. 4 del 2013 che le due associazioni professionali rappresentano.

Ne è un esempio il Responsabile della Protezione dei Dati (RDP) all’interno delle Pubbliche Amministrazioni, quasi sempre un professionista che cura in via esclusiva le attività richieste dall’art. 39, GDPR, rappresentando una garanzia per lo stesso titolare o responsabile del trattamento, chiamato ad assicurare il rispetto dei principi e delle regole in materia di protezione dei dati personali e, per questa via, il rispetto di uno dei diritti inviolabili dell’uomo di cui all’art. 2 della Costituzione. Un discorso analogo può essere fatto per il Responsabile della Gestione documentale e della Conservazione.

L’avv. Andrea Lisi, Presidente di ANORC Professioni, richiama a tal proposito alcuni obblighi imposti dalla Legge, nello specifico “l’obbligo sancito dal GDPR per il titolare di garantire una formazione adeguata al DPO (al fine di tutelare diritti fondamentali come il diritto alla protezione dei dati personali) e la necessità per l’ente pubblico di garantire una competenza adeguata al responsabile della gestione documentale e della conservazione, come prevedono il CAD e le attuali regole tecniche, a tutela degli archivi pubblici riconosciuti come beni primari dalla nostra Costituzione” – prospettando le possibili ricadute per i soggetti rappresentati da Anorc Professioni, in caso di estensione del principio stabilito dal Tribunale di Pordenone – “le spese per garantire una adeguata competenza e formazione attraverso l’iscrizione annuale all’associazione – che prevede esame all’ingresso e formazione obbligatoria – potrebbero essere quindi riconosciute almeno per quei professionisti che lavorano in via esclusiva in favore dell’ente pubblico.

Dello stesso avviso la Presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci: “i costi che devono sostenere i Professionisti Associativi sono troppo elevati, in quest’ottica la sentenza del Tribunale di Pordenone deve essere un riferimento per la giurisprudenza, chiamata a ad applicare tale principio anche nei confronti delle Professioni non organizzate regolate dalla Legge 4 del 2013”. Inoltre “la Pubblica Amministrazione deve assumersi le responsabilità, e in questo caso i costi, di tutti coloro che svolgono prestazioni professionali per conto di enti pubblici

ANORC Professioni, in ossequio alla citata legge n. 4 del 2013, garantisce e valorizza le competenze degli associati, richiedendo una formazione continua ed il superamento di un esame che certifichi l’acquisizione di dette competenze. Il risultato è un professionista fornito di un’attestazione di qualitàsu cui l’ente pubblico può fare affidamento nell’espletamento delle delicate funzioni cui è chiamato l’RDP o il Responsabile della Gestione documentale e della Conservazione.

È per tali motivi che il principio stabilito dal Tribunale di Pordenone, se esteso anche alle professioni non organizzate, consentirebbe agli enti di farsi carico delle spese sostenute dai professionisti per l’iscrizione e la formazione all’interno delle associazioni professionali, a garanzia della qualità delle attività professionali che saranno svolte all’interno delle PP.AA. e a tutela dei diritti inviolabili dell’uomo.