Data Protection Day. Il Presidente di ANORC Professioni: “Autorità, professionalità e consapevolezza per difendere i dati e la democrazia”

Nell’era della datificazione pervasiva, in cui le nostre informazioni finiscono per trasformarsi in beni trasferibili e monetizzabili, diventa imprescindibile riportare al centro del dibattito il tema della protezione dei dati. Il Data Protection Day, che celebra oggi il suo 20esimo anniversario, rappresenta un’occasione necessaria per accrescere consapevolezza su uno dei presìdi dei nostri diritti e libertà fondamentali e stimolare una responsabilità collettiva, in un contesto nel quale il confine tra innovazione tecnologica, controllo e tutela della dignità umana si fa ogni giorno sempre più sottile e incerto.

«Oggi la datificazione ci investe completamente come esseri umani – ha dichiarato l’Avv. Andrea Lisi, Presidente di ANORC Professioni – Come sappiamo sono riproducibili intere identità e questi scenari impongono scelte complesse, ampie tutele e profonde riflessioni. In un periodo di passaggio così delicato, è indispensabile avere a disposizione un’Autorità per la protezione dei dati personali che sia pienamente riconosciuta come autorevole, autonoma e indipendente. E purtroppo in questi ultimi mesi è stata messa sotto scacco da un insieme di accadimenti che è inutile ricordare. Occorre necessariamente voltare pagina e sta anche a noi professionisti il compito di preservare l’indispensabilità di considerare la protezione dei nostri dati personali come diritto fondamentale della persona, la cui tutela deve essere affidata ad Autorità Garanti. Senza questi autorevoli presidi e senza una diffusa consapevolezza sui nostri diritti e libertà fondamentali mai come oggi le nostre identità, le nostre intimità sono a rischio, e con esse lo stesso concetto di democrazia al quale purtroppo ci siamo pericolosamente assuefatti».

Il presidio di un’Autorità Garante in difesa dei nostri dati personali, il contributo di professionalità multidisciplinari capaci di dialogare tra loro e una maggiore conoscenza dei rischi e delle criticità connesse all’utilizzo delle nuove tecnologie rappresentano oggi le chiavi per non perdere di vista ciò che ancora sorregge, seppur in maniera fragile, la nostra democrazia.

 

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