Linee guida AgID su gestione documentale, ANORC: anni di lavoro gettati alle ortiche

Le ‘Linee Guida sulla gestione documentale’, appena pubblicate sul sito di Agid, materializzano i timori degli esperti di settore che proprio due giorni fa avevano inviato al Premier, Giuseppe Conte, una lettera congiunta chiedendo di mantenere rigidi ed elevati i requisiti organizzativi, di qualita’ e sicurezza per l’erogazione dei servizi di conservazione dei dati, delle informazioni e dei documenti digitali alle Pa italiane. Un appello a salvare il sistema di accreditamento dei conservatori, che è stato scritto dall’Associazione Nazionale degli Operatori della Conservazione dei dati digitali (Anorc) e firmato da numerose sigle di settore (Anai, AssoConservatori, AssoSoftware, iBimi, Procedamus, Pro4Ict, Sit).

“L’accreditamento dei conservatoricommenta il Segretario generale ad Interim di Anorc, l’Avv. Luigi Foglia, “considerata la conversione in legge del Dl 76/2020, sparirà, ma non è possibile non notare che con le Linee guida si perde un’occasione per porre una toppa ai rischi che corrono i nostri documenti. Anzi, insieme alle norme ISO 27001 e ISO 14721 ci si limita a richiamare una norma ETSI, la 101 533, ormai obsoleta e scritta basandosi su tutt’altro contesto normativo. Tutto questo – aggiunge il giurista – appare surreale: dopo anni passati a cercare di migliorare sempre più il livello di qualità e sicurezza richiesto per i servizi di conservazione sembra che si sia deciso di buttare tutto alle ortiche. Davvero vale così poco la documentazione delle nostre Pa?

L’Associazione, tra le prime in Italia per consulenze, servizi e formazione, esprime anche qualche perplessità sulle modalità di emanazione delle nuove regole.

La pubblicazione di queste Linee guida ha colto senz’altro di sorpresa noi giuristisostiene l’Avv. Andrea Lisi, presidente di Anorc Professioniperché il metodo di adozione sembra presentare dei vizi che appaiono insanabili e potrebbe compromettere la loro efficacia.
Comunque– aggiunge l’esperto- esse costituiscono un’importante novità perché si è cercato, con risultati altalenanti, di aggiornare, ma soprattutto semplificare in un unico corpus normativo, regole tecniche che erano disseminate in tre diversi decreti, in modo inevitabilmente poco sistematico. Oggi almeno dovremo fare i conti a livello interpretativo con un unico insieme di regole che– non si può non rilevarlo -non sempre sono ben coordinate con il Codice dell’amministrazione digitale e i suoi continui ‘aggiustamenti’. Come sempre– conclude- proveremo ad adottare un metodo interpretativo coerente con la normativa primaria italiana (il CAD) ed europea (regolamento Eidas) in modo da utilizzare in modo efficace questo nuovo strumento tecnico-normativo che AgID ci mette a disposizione“.

 

[Comunicato a cura di Agenzia Stampa DIRE]