PA-imprese, addio alla carta con il nuovo Codice Digitale

PA-imprese, addio alla carta con il nuovo Codice Digitale


Fonte: Corriere delle Comunicazioni.it
A cura di Federica Meta

Venerdì 29 all’odg del Consiglio dei ministri il dgls che modica il "vecchio" Cad: aziende e amministrazioni pubbliche potranno comunicare solo per via telematica

Per la PA l’addio alla carta è un po’ più vicino. E’ previsto per venerdì prossimo i passaggio in Consiglio dei ministri il decreto legislativo di modifica del Codice dell’Amministrazione digitale (Cad).
Nel testo si prevede che la presentazione di istanze e dichiarazioni, scambio dati, informazioni e documenti tra imprese e amministrazioni pubbliche, oltre che l’adozione e la comunicazione da parte della PA di atti e provvedimenti amministrativi avvenga unicamente utilizzando mezzi e strumenti telematici. Allo stesso tempo, l’amministrazione dovrà  consentire la possibilità  di effettuare pagamenti  “carte di debito, di credito, prepagate e di ogni altro strumento elettronico disponibile”. In questo ambito le amministrazioni possono avvalersi “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica di prestatori di servizi di pagamento per consentire ai privati il pagamento con mezzi elettronici”.
Il decreto legislativo non fissa, però, il termine entro il quale dare l’addio alla carta. Il testo rimanda infatti a un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro della PA  e Innovazione, di concerto con quelli dello Sviluppo economico e della Semplificazione.

L’annuncio della modifica al Cad era stata fatto lo scorso ottobre, in occasione del convegno di Between a Capri, “La banda tra l’uovo e la gallina, da Renzo Turatto, Capo del Dit. “Abbiamo una delega dal Parlamento per riformare il Codice dell’amministrazione digitale e contiamo in pochi mesi di dare stabilità  e quadro organico e razionale al sistema aveva detto -. Ad oggi la funzione di regolazione nel campo dell’e-gov è molto fragile. Il codice dell’amministrazione digitale a quattro anni dalla sua approvazione è ancora pieno di punti di fragilità . E in un sistema di regole fragili gli amministratori pubblici tendono a rimandare gli investimenti in attesa di regole chiare”.

Con il passaggio al Cdm, il ministro della PA  e Innovazione, Renato Brunetta, ha messo un altro piccolo tassello nel mosaico della PA digitale che fa il paio con la Posta elettronica certificata (Pec) – non a caso il nuovo testo parla dell’uso esclusivo di mezzi telematici nelle comunicazione tra PA e imprese – che si appresta ora a diventare servizio universale al cittadino. In questo senso il Cad "rinnovato" servirà  anche a fare da cornice legislativa alla Pec universale.

Il Dipartimento per la Digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’Innovazione tecnologica (Ddi) ha comunicato che il raggruppamento temporaneo di impresa costituito da Poste Italiane, Postecom e Telecom Italia è risultato primo in graduatoria nella fase di selezione delle offerte per la Pec “universale”.
Al secondo posto si è attestata Fastweb e al terzo Lottomatica. Ora si passa alla fase di gara vera e propria: dal ministero della PA e Innovazione fanno sapere che la concessione "sarà  assegnata nelle prossime settimane".