Bando “Macchinari innovativi”: contributi per PMI e Professionisti

Incoraggiare gli investimenti finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale, e alla transizione verso l’economia circolare: questi gli obiettivi del decreto pubblicato dal Ministro dello Sviluppo economico che apre i termini per il secondo sportello del bando “Macchinari innovativi”.

🔹 Vedi la sezione dedicata al primo sportello

Finalità

Il bando sostiene gli investimenti innovativi in grado di incrementare il livello di efficienza e di flessibilità dell’impresa nello svolgimento dell’attività economica, tramite l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.

Destinatari delle agevolazioni

I destinatari del bando sono le micro, piccole e medie imprese (PMI) dei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che rispettano i seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non si trovano in stato di liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • sono in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, ovvero hanno presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • sono in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, nonché con gli obblighi contributivi;
  • non hanno effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà.

Possono fare richiesta di agevolazioni anche i liberi professionisti  anche aderenti alle associazioni professionali individuate nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4,in possesso dell’attestazione rilasciata in ottemperanza alla medesima legge[1] e secondo i requisiti previsti dall’art. 5 del Decreto Ministeriale del 30 ottobre 2019

Settori di riferimento

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ai seguenti settori:

  • siderurgia;
  • estrazione del carbone;
  • costruzione navale;
  • fabbricazione delle fibre sintetiche;
  • trasporti e relative infrastrutture;
  • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 3 del decreto ministeriale 30 ottobre 2019.

Presentazione della domanda

Le richieste di accesso alle agevolazioni dovranno essere presentate tramite la piattaforma informatica https://agevolazionidgiai.invitalia.it nell’apposita sezione “Accoglienza Istanze”, cliccando sulla misura “Nuovo Bando Macchinari Innovativi – Secondo sportello”.

Per accedere alla procedura è necessario essere in possesso di una casella PEC attiva (nel caso di PMI la PEC utilizzata deve risultare la medesima comunicata al Registro delle imprese) e della Carta nazionale dei servizi, oltre che del PIN rilasciato con la stessa Carta.

La presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni si articola in due fasi: le domande dovranno essere compilate dalle ore 10.00 del13 aprile 2021, mentre l’invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 10.00 del 27 aprile 2021.

[1] Legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”- (legge di stabilità 2016) Art. 1 comma 821. I Piani operativi POR e PON del Fondo sociale europeo (FSE)  e del Fondo europeo di  sviluppo  regionale  (FESR),  rientranti  nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020, si  intendono estesi anche ai liberi  professionisti,  in  quanto  equiparati  alle piccole  e  medie  imprese  come  esercenti  attività  economica,  a prescindere  dalla  forma   giuridica   rivestita,   dal   titolo   I dell’allegato alla raccomandazione 2013/  361/CE  della  Commissione, del 6 maggio 2013, e dall’articolo 2, punto 28), del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17  dicembre 2013, ed espressamente  individuati,  dalle  Linee  d’azione  per  le libere professioni del Piano d’azione imprenditorialità  2020,  come destinatari a tutti gli effetti dei fondi europei stanziati  fino  al 2020, sia diretti che erogati tramite Stati e regioni.

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