Poli di Conservazione, AgID pubblica il documento di indirizzo

In data odierna l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha reso disponibile online il documento riguardante la definizione di un modello di riferimento per i Poli di Conservazione e la relativa rete nazionale, destinato ai soggetti indicati nell’articolo 2 commi 2 e 3 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)[1].

Il documento è stato svolto sulla base di un accordo di collaborazione sottoscritto nel 2018 tra AgID, l’Archivio centrale dello Stato, il Consiglio nazionale del Notariato e l’Agenzia industrie difesa.

Al tavolo poi hanno preso parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero della Giustizia, Direzione generale Archivi, Polo archivistico dell’Emilia-Romagna, Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, Regione Marche, Regione Veneto, SOGEI – Società Generale d’Informatica S.p.A., Associazione nazionale archivistica italiana.

Poli di conservazione, cosa sono?

Al fine di preservare nel tempo i documenti informatici e gli archivi digitali prodotti dalle pubbliche amministrazioni, il Polo di conservazione si caratterizza come uno o più soggetti che condividono o forniscono risorse organizzative, procedurali, strumentali, tecnologiche, economiche ed umane in collaborazione o a favore di enti e amministrazioni pubbliche responsabili della produzione di quei documenti e archivi e giuridicamente titolari della loro conservazione e interessati al loro utilizzo futuro.

I temi principali affrontati

Il principale obiettivo del gruppo di lavoro è stato quello di incentivare una rete di poli di conservazione garantendo l’interoperabilità tra gli stessi, conformemente a quanto stabilito dalla normativa vigente in materia.

I temi affrontati dal documento sono:

  • definizione delle caratteristiche e dei requisiti distintivi delle due fattispecie di conservazione previste dal nostro ordinamento giuridico: la conservazione a breve/medio termine e a lungo termine/permanente;
  • definizione del concetto di Poli per la conservazione dei documenti e degli archivi informatici, in conformità allo standard OAIS e alla normativa di riferimento;
  • definizione del concetto di Rete dei Poli;
  • analisi delle criticità in tema d’interoperabilità tra le piattaforme di conservazione digitale e della sperimentazione operativa volta a individuare possibili soluzioni sulle modalità di comunicazione, con particolare riferimento allo scambio di pacchetti di archiviazione che risultino leggibili dalle diverse piattaforme;
  • descrizione di diversi servizi di conservazione offerti dagli enti che hanno partecipato al gruppo di lavoro per consentire il confronto delle esperienze.

Per scaricare l’intero documento, clicca al seguente link

[1] Le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, co. 2, del d. lgs. n. 165 del 2001, ivi comprese le autorità di sistema portuale, nonché le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione; i gestori di  servizi  pubblici,  ivi  comprese  le  società quotate, in relazione ai servizi di pubblico interesse; alle società a controllo pubblico, come definite nel  decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, escluse le  società  quotate  di cui all’articolo 2, comma 1, lettera p), del medesimo decreto che non rientrino nella categoria di cui alla lettera b); ai privati, ove non diversamente previsto.

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