Smart Working, un’opportunità di applicazione del CAD – L’analisi di Francesco Nesta

Per garantire la sostenibilità lavorativa, è più che necessario migliorare l’equilibrio tra vita privata e professionale del lavoratore, definito Work life balance. Tale bilanciamento trova nello smart working la modalità adatta a rinnovare il rapporto tra dipendente e datore di lavoro.

La situazione di emergenza pandemica ha favorito un generalizzato ricorso allo smart working in deroga alle più elementari disposizioni e prescrizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, di sicurezza delle informazioni e di sicurezza dei dati personali.

Con l’Avv. Francesco Nesta, DPO della Regione Umbria e Professionista Privacy iscritto agli elenchi di ANORC Professioni, analizziamo la motivazione per cui, dopo questo periodo emergenziale, sarà necessario rendere definitive le deroghe normative introdotte, nonché ripensare i processi e i procedimenti della pubblica amministrazione senza trascurare l’importanza della tutela dei dati personali dei dipendenti e dei cittadini.

Le origini

Per contenere la diffusione della pandemia il Governo ha dichiarato l’esigenza di sospendere o limitare lo svolgimento di tutte le attività. In tale contesto, il ricorso allo smart working ha caratterizzato un’importante misura di contenimento al pari delle altre misure adottate.

Prima dell’introduzione dello smart working, l’unica forma di “lavoro a distanza” prevista era il Telelavoro, introdotto nel nostro ordinamento con la riforma del Ministro del Lavoro Treu del 1998; in seguito, nel 2015, è stato previsto per le amministrazioni pubbliche di stabilire gli obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro.

Smart working nel CAD

Per l’espletamento delle sue attività, lo smart worker necessita del supporto di tecnologie digitali ICT quali il Cloud, Social Technologies e Mobile Technologies.

L’utilizzo di tali tecnologie non può prescindere dal rispetto e alla corretta applicazione delle disposizioni dettate in materia dal Codice dell’Amministrazione Digitale CAD.

Quella del lavoro agile potrebbe essere un’occasione utile rivelarsi per applicare le disposizioni in materia di amministrazione digitale che, al momento, non hanno trovato applicazione né corretti adempimenti uniformi da parte delle pubbliche amministrazioni centrali e decentrate, né da parte dei privati titolari di piccole o piccolissime attività economiche che con le PA lavorano come fornitori e quindi sono chiamati a garantire la conformità delle proprieattività al CAD.

Puoi consultare l’approfondimento nella sua versione integrale a pagina 248 della Rivista elettronica di diritto, economia e management (edita da ClioEdu) una collana dedicata al digitale, fruibile gratuitamente.

La collana è diretta dal Prof. Donato A. Limone, Presidente del Comitato tecnico-scientifico e componente Elenco CDO di ANORC Professioni e l’Avv. Andrea Lisi, Presidente di ANORC Professioni, riveste il ruolo di componente del Comitato scientifico.

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